venerdì, 04 dicembre 2009, ore 09:48

Metto la musica a palla (Robert Smith ulula dalle casse del mio stereo), scollego il cervello e comincio a ramazzare.

Se finisco presto corro in palestra e poi in biblioteca.

Domani parto.

Da H. sulle colline intorno a Firenze.

Ho solo voglia di camminare nel bosco, affondare le mani in un tappeto di foglie secche, appoggiare la fronte al tronco rugoso di un albero..

.. pigne bruciate nel fuoco e profumo di resina...
LeylaHatzfeld
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mercoledì, 02 dicembre 2009, ore 22:26

In germanistica, di corsa, questa mattina.
A colloquio con un professore per l'esame di letteratura tedesca che non so neanche quando riuscirò a dare..

E non riesco neanche ad incrociarmi con il "mio Prof.".. io che in questi giorni ho un disperato bisogno di vederlo..

"TU non ti devi preoccupare. Nel caso un giorno ti dovesse anche solo sfiorare il pensiero di abbandonare la Filosofia" - mi disse anni fa - "SAPPI che io ti verrò a (RI)prendere per i capelli!!!"

E poi nella biblio, quella vicino alla mia agenzia che sta aperta fino alle 22,00, con Kant.

Domani invece nell'altra, la mia preferita: quella dispersa nella zona industriale di Segrate...


LeylaHatzfeld
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mercoledì, 02 dicembre 2009, ore 07:04

Devo correre in Uni e sono già in ritardo.
Spero anche di riuscire a trovare il "mio Prof."

che mal di testa!!
LeylaHatzfeld
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martedì, 01 dicembre 2009, ore 13:40

Certe volte, me ne rendo conto, sono davvero odiosa.

E' una cosa su cui sto lavorando da anni.. certo ci sono stati dei miglioramenti, rispetto a qualche anno fa.

Però mi sa che ne ho ancora da fare.

Sono triste.
LeylaHatzfeld
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lunedì, 30 novembre 2009, ore 21:07

Immaginate padre e figlia che, davanti alla cassetta di risciacquo del wc completamente smontata, si rubino a vicenda dalle mani cacciaviti a stella e pappagallo e a turno soffino nei tubi sporchi di calcare per vedere se per caso si siano ostruiti.. (sì, LO SO. Quest'ultima cosa è DISGUSTING.. ma terribilmente divertente).

L'avevo già smontata io da sola la sera prima, perchè non caricava più acqua.
Avevo fatto una ricerca in internet per capire come si facesse e, siccome mi sono accorta che in un bagno della banca c'era la stessa cassetta che avevo io, ho costretto il povero George a farmi da palo - nel caso arrivasse qualcuno - mentre facevo le prove di smontaggio.

IO:   "George, se proprio, preferisco far danni QUI piuttosto che da me.. Quindi mi devi assistere."
LUI: "TU NON SEI NORMALE! Va bene, va bene!!! ARRIVO!!!"

A casa avevo regolato valvole e viti (perchè ovviamente IO non potevo avere un normale galleggiante all'interno della cassetta: dovevano mettermi un complesso marchingegno a pistoni e stantuffi) senza riuscire a risolvere il problema.

Ho dovuto per forza rivolgermi al mi' babbo, il genio per eccellenza in queste cose.

Così, io e mio padre il giorno dopo (LUI con un magnifico maglione a righe nere e viola che gli stava DADDIO - e non sto scherzando - e l'inseparabile cappellino ROSSO della FERRARI, sì, proprio quello delle FACCENDE SPESSE) abbiamo trafficato tutta la sera..
Abbiamo smontato tutto, pulito i tubi dal calcare e, istruzioni alla mano stampate da internet, riassemblato e regolato alla perfezione il gruppo galleggiante..

All'inizio sembrava essere tornato tutto normale.
Ma è durato poco.
Adesso il sistema di bloccaggio sembra essere definitivamente andato a farsi friggere e così abbiamo ordinato un nuovo gruppo galleggiante al negozio di idraulica che, spero davvero, arrivi domani.

Il problema principale è che mi tocca tenere il rubinetto generale dell'acqua chiuso e quel rubinetto apre e chiude anche l'acqua per la lavatrice.

Così ho una montagna di roba da lavare e non posso fare niente.

E se io senza lavatrice mi trasformo in una donna isterica immaginate VOI cosa possa diventare se oltre a questo non mi funziona in maniera decente neanche lo sciacquone del bagno.

Per farvi capire: sto pensando di andare a fare la pipì in giardino.
LeylaHatzfeld
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venerdì, 27 novembre 2009, ore 15:36

Lui è il mio cliente ammmericano.

Avevo sudato sette camicie, questa primavera, per convincerlo ad incontrarmi qui, in agenzia.

Ho saputo dopo dai miei colleghi, che tutti ci avevano tentato per anni e nessuno ci era mai riuscito.


Il punto è che IO gli sono risultata subito simpatica già al telefono.

Quando finalmente sono riuscita a conoscerlo di persona, ho saputo che faceva il giornalista e che in passato aveva collaborato anche con il Financial Times.

Così ho deciso di lasciar perdere qualsiasi proposta di investimento e abbiamo passato tutto il pomeriggio a parlare dei cazzi nostri.

Allora ci eravamo scambiati gli indirizzi e-mail e ho da mesi il suo biglietto da visita nel portafoglio, ma non avevo mai trovato il coraggio di scrivergli.

E' da due mesi circa che invece l'idea mi frulla per la testa e così, ieri, mi sono decisa..

Lui mi ha risposto subito, scusandosi per non essersi fatto vivo prima, dal momento che aveva pensato spesso di contattarmi, e smontandomi anche parecchio sulla situazione generale dell'editoria e del giornalismo in questo periodo di crisi.

Mi propone comunque un incontro, per poter approfondire dal vivo la questione.

George, il mio collega, attento a tutto quello che mi riguarda, si accorge subito dell'espressione scura e del mio labbro inferiore che sporge pericolosamente a mo' di broncio mentre leggo la sua risposta.

"Non ti devi abbattere", mi dice.. "TU adesso stai mettendo le basi di quello che vorrai essere.Tra due anni, quando questa crisi passerà, TU sarai pronta, con la tua laurea e con la rete di contatti che ti stai creando.. Stai tranquilla!! "

Se non riesco ad andarmene da questa cazzodibanca, già lo so, ne morirò.
LeylaHatzfeld
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sabato, 14 novembre 2009, ore 01:26

La direttrice torna in banca e mi fa i complimenti.
In questa settimana ho praticamente raddoppiato il mio risultato.
"BRAVIZZIMA!!!" mi dice lei (e lo dice proprio con la ZETA: tutte le volte mi stridono i denti come quando si passano le unghie sulla lavagna. Brrr!!!!)

A me frega proprio un belino dei suoi complimenti, però capisco che è il momento giusto per chiederle il permesso per il pomeriggio..

Così corro fuori dalla banca alle 14,25, per colpa di una cliente cagacazzo che arriva sempre in ritardo agli appuntamenti, non si schioda finchè non legge tutti i fogli informativi che le stampo e ovviamente non investe niente.
Vabbè, lasciamo perdere.


Arrivo a casa contemporaneamente al furgone della consegna degli elettrodomestici.
I due ragazzi sono velocissimi: mi installano la lavasciuga nel giro di un quarto d'ora e poi se ne vanno.

Io invece ci metto praticamente quattro ore a ramazzare e riordinare tutta la casa e quando finisco guardo l'orologio: sono solo le otto.

Tuta, scarpe da ginnastica, borsa della palestra e sono già fuori. Recupero la Clio che avevo parcheggiato malamente davanti a casa e mi fiondo in palestra.



La palestra è completamente vuota: ci siamo solo io e il mio istruttore (che è anche il proprietario della SportGym).

IO ci do' dentro perchè mi piace sentire tutti i muscoli bruciare.
Ci godo proprio.
Con la coda dell'occhio lo vedo che mi guarda e ride..
Mi spedisce via alle dieci meno un quarto:
"Fermati sennò domani non riesci neanche a camminare!!!"
"Maffigurati!!"

In questo momento la lavasciuga è di là che lava, ho riavuto la mia coperta di Linus e finalmente  posso andarmene a letto.

Sono stanca morta.

Domani voglio dormire fino ad un orario improponibile.
LeylaHatzfeld
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giovedì, 12 novembre 2009, ore 23:07


  • Chiedere un permesso domani pomeriggio. Finalmente arriva la lavasciuga. Che io senza lavatrice mi sento come Linus senza la sua coperta.

  • Scrivere al mio mentore filosofico. Estetica mi fa schifo e di conseguenza non riesco più a trovare la concentrazione per forzarmi a studiare una cosa che non mi interessa. Devo parlare con Franco e ci devo parlare per bene, non di corsa, tra una lezione e l'altra. Gli proporrò una cena da qualche parte. Io con lui mi diverto. Quando passeggiamo raccontandocela nel cortile ghiacciaia, finisce sempre che i giovinastri aspiranti filosofi, i marocchini che stazionano fuori dall'Università e anche i docenti (!!!) sospettino inevitabilmente un inciucio. Cosa che ci fa ghignare come pazzi: sua moglie è più giovane di me!!

  • Sabato: assolutamente palestra e biblioteca.

  • Lunedì, massimo martedì: Clio dal carrozziere per la riverniciatura del parafango. (Merda!!!)

  • Mercoledì: settimana scorsa come la peggiore tra le zie degeneri ho completamente dimenticato il compleanno del nipote numero 2 che si aspettava ovviamente un regalo. Anche il nipote numero 1, non si capisce sulla base di quale logica, si aspetta un regalo. Oltretutto il nipote numero 1 mi ha regalato l'altro giorno un suo disegno - una magnifica ruspa gialla un po' cubista - fatto appositamente per me, che ho appeso in banca, vicino al mio pc. Secondo voi potrei IO deludere un bambino di quattro anni?

  • Malefic: lo so. Dovevamo vederci prima della fine di settembre e sono sparita. Non odiarmi, cena da programmare. Settimana prossima?? Ma non giovedì che devo vedere le streghe.

  • Dicembre: ho un po' di giorni di permesso che devo far fuori: Chris, se in quei giorni non sei a Dubai passo finalmente da te. Birra, neve, baita e tutti i personaggi strani di cui racconti.



LeylaHatzfeld
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domenica, 08 novembre 2009, ore 02:50

Mi si è rotta la lavatrice.

Ottima scusa per cambiarla e comprare una lavasciuga, cosa che era già comunque prevista per la primavera dell'anno prossimo.

Il problema è che io senza lavatrice non posso stare e mi preoccupano i tempi di consegna.

E' per questo motivo che a quest'ora della notte sono ancora sveglia: sto girando per siti alla ricerca della lavasciuga perfetta.

Ne ho trovata una che mi piace su monclick e i tempi di consegna mi sembrano abbastanza celeri, domattina la compro (speriamo bene).

LeylaHatzfeld
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martedì, 27 ottobre 2009, ore 12:05

A me piace andare oltre.

Superare la "zona di comfort" dove so che le cose vanno in una certa maniera, perchè sono io a stabilire con le mie supposte convinzioni che le cose devono andare in quella maniera.

Sono rimasta almeno quattro anni parcheggiata in una di queste zone, sono stati quattro anni noiosi.

Nella zona di comfort non succede mai niente di imprevedibile, niente che sia in grado di sorprendere, va tutto come si è sempre stabilito che debba andare.

Ho deciso che la rigidità non mi deve più appartenere, la rigidità denota il vecchiume, la resa, la rassegnazione.

Ci vogliono le palle.

Non chiedo niente e non pretendo niente da nessuno se non da me stessa.

Ci sono cose che incredibilmente sono riuscita a superare con le mie sole forze e che non augurerei neanche al mio peggior nemico.

Sono diventata dura.
Ma sono anche morbida.

Ma se ci sono riuscita io, perchè non dovrebbero riuscirci anche gli altri?

Forse perchè è più comodo?

E' un'altra prova questa.

Comunque andrà, dovrò fare appello a tutta me stessa, sia che vada in un modo che nell'altro.

Della mia vita e di quello che è meglio per me voglio essere l'unica a decidere.

E quando avrò deciso agirò di conseguenza.
LeylaHatzfeld
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