E IOche fisso i miei occhi neri negli occhi azzurri di questo sconosciuto - che mi guarda divertito - e gli chiedo di portarmi a ballare, io che sono mesi che ne ho una voglia matta e lui che dice sì, certo che si va:
"Domani hai da fare?".
E poi e poi e poi NOI, anime vibranti, che attraversiamo, stretti nella KA, tutta la Milanodinotte, e dalla radio i Muse e noi, noi, NOI che sorridiamo e ci godiamo questi suoni..
LUI mi ha davvero lasciato senza respiro, senza parole, senza pensieri.
Assolutamente perfetto, meglio di Steve Vai, Jo Satriani, Yngwie Malmsteen.. una perfezione che può derivare solo dall'insofferenza mischiata alla sofferenza, quel dolore che coincide con il destino e si trasforma in un amore di cui non si può più fare a meno.
"My parents were also musicians, classical musicians, and when I was a child, I had to play violin, and had to study classical music theory.
It was very hard, because my father was very hard on me, very serious. Usually I was crying and playing, crying and playing, and sometimes my father hit me, so, it was a very, very big problem for me at that time.
And of course I hated music, I seriously hated music. Until I was maybe ten, eleven, twelve years old, I remembered that as a child I hated music. I couldn’t find my favorite music, I couldn’t find my favorite composer. I think when I was ten or eleven years old, I was awakened to music."
featuring Mick Karn, Steve Jansen, Richard Barbieri and Porcupine tree's Steve Wilson
Note tecniche: Mick Karn non usa effetti. Il suono del basso potrebbe sembrare compresso, in realtà è un basso di liuteria costruito dietro sue precise indicazioni al fine di ottenere questo suono.
Se dovessi postulare l'esistenza di un'idea platonica del suono di un basso elettrico credo davvero che debba essere questa.