venerdì, 18 settembre 2009, ore 14:21

Non è proprio uno che non si faccia notare.


Lo sbircio con la coda dell'occhio mentre attende il mio collega.


Abbronzato, biondo, alto..


Poi esco a bere il caffè con un altro collega, rientro e me lo ritrovo seduto alla scrivania.


Con nonchalance mi fanno sapere che è un ricercatore dell'università.


I colleghi bastardi hanno già intuito tutti i miei punti deboli, le mie argomentazioni "sensibili" e sanno esattamente dove andare a colpire.


E così, mentre gli chiudo il conto, chiacchieriamo un po' e comincia a raccontarmi di un esperimento di fisica quantistica ..


Resto letteralmente lì, fulminata, con le mani sospese a mezz'aria, sopra la tastiera, il cervello che gira turbinosamente, la fisica quantistica, la magia, i rituali, l'universo sovrasensibile..


Alla fine non mi ricordo neanche più quali sono i passaggi procedurali della transazione, schiaccio tasti a caso e impallo tutto.


Mentre parla, ogni tanto, si interrompe per ridere, sicuramente per la mia espressione..


Mi dice che anche le sue amiche filosofe diventano matte per questi argomenti.


Ci scambiamo numeri di telefono e indirizzo email: ogni tanto l'università per cui lavora organizza conferenze che, dice, potrebbero interessarmi e così mi promette inviti via mail.


Quando se ne va, mi faccio dare il ventaglio dalla mia collega e mi affloscio su una sedia nel retro.

Resto lì così, in stato quasi confusionale.. i colleghi bastardi prendono per il cu* dandosi di gomito.


Mai, dico, MAI successo che un tizio mi facesse un effetto del genere.

Neanche l'FP a suo tempo.


Nota a margine: di uomini belli ce ne sono tantissimi. Di uomini belli e soprattutto interessanti ce ne sono invece pochissimi. E' quasi come trovare il classico ago in un pagliaio o vedere un unicorno.


Considerazioni finali: per uno così immagino sia sufficiente schioccare le dita..
LeylaHatzfeld
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categoria : uomini, il sole, state of the nation

venerdì, 11 settembre 2009, ore 21:24

Chi mi legge da un po' ormai lo avrà intuito.

A me piacciono le persone serie.
No, non intendo dire che mi piacciono solo le persone "seriose", quelle che non ridono mai o che ti guardano male se ti scappa una battuta.
Voglio dire che mi piacciono le persone che si impegnano, i nonfancazzisti, quelle che mantengono la parola, che non parlano a sproposito, le persone che si sanno divertire ma che non considerano il divertimento il fine ultimo della loro esistenza, quelle che se devono portare a termine qualcosa rinunciano alle serate, agli aperitivi, alle feste e anche alle ferie pur di finire quello che devono fare.

Se mi guardo indietro e cerco quello che ero, ad esempio, all'inizio di questo decennio, non mi so riconoscere.

Non che sia stata una fancazzista in assoluto, avevo già la mia casa, il mio mutuo, le mie belle responsabilità.
Ma se non rimediavo qualche invito per il sabato sera mi deprimevo.
Se ci penso adesso mi viene da ridere.

Diciamo che con tutto quello che ho da fare il sabato sera, di solito verso le 22,00, perdo letteralmente i sensi.

Una volta bollavo le persone come me classificandole come assolutamente NOIOSE.
Non comprendevo assolutamente l'importanza di avere un obiettivo e facevo spallucce.

Ma torniamo alle persone serie.
E' sicuramente molto più difficile e complicato trovarne una che rimediare un invito, anche insulso, per il sabato sera.
Per questo quando intuisco di averne una davanti, magari capitata per caso e del tutto inaspettatamente, resto addirittura estasiata (e anche un po' incantata, lo confesso).

Ecco, Mister24 mi aveva fatto un po' quell'impressione..
LeylaHatzfeld
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categoria : uomini, state of the nation

martedì, 08 settembre 2009, ore 20:20

Non sono granchè in forma.
Bisogna ammetterlo.

Da una parte il solito problema di salute.
Non si è risolto proprio tutto con l'intervento di aprile e io non ho pazienza.
Quello che mi manca davvero è il non poter riprendere a correre.
Ogni volta che ci provo mi ritrovo inchiodata a casa con tre giorni di mal di pancia e le palle che girano a elica.
Dall'altra il nervosismo per il mio prossimo esame.
Il solito incubo di non riuscire a studiare tutto e studiare come dico io, la domanda stronza o la possibile amnesia.
Le solite balle sulla banca e la piccineria di certi clienti e di certe responsabili.

Ordinaria amministrazione, insomma.
Solita roba.

Se non fosse che mi sono resa improvvisamente conto oggi che il numero 24 nella mia vita pare essere davvero una costante che periodicamente ritorna.
Il numero 24 mi perseguita o forse comincio davvero a pensare che vorrei che mi perseguitasse.
Ma mancano le occasioni di contatto e, quando ci sono, il destino pare essere beffardamente avverso.

E forse, rendiamocene conto, LUI non è interessato o magari è già impegnato o magari anche gli sono risultata indifferente, una come tante altre..

E quel feeling che mi sembrava di aver percepito era, alla fine, soltanto una mia fantasia.
LeylaHatzfeld
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categoria : work in progress, uomini, state of the nation, healt

lunedì, 04 maggio 2009, ore 13:18

In ospedale questa mattina, mentre trotterello - al meglio delle mie possibilità - dietro al mio chirurgo, penso che lui è uno di quei rarissimi uomini che "brillano".

E anche se mi fa un male cane mentre mi toglie i punti lui riesce lo stesso a farmi ridere..

E capisce anche il mio disappunto quando mi guardo la mia bella pancia ormai tutta martoriata..
LeylaHatzfeld
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categoria : uomini, state of the nation, healt

mercoledì, 25 marzo 2009, ore 22:46

Così.
Ad un primo esame si può anche fare.

L'attrazione c'è ed è parecchia.
Tangibile quasi.

Ma basta solo quella?

No, NO!
Non mi sto affatto ponendo come fine/obiettivo quello che fin qui si potrebbe intuire.

Quello a cui sto pensando io è un gioco difficilissimo di equilibri che, purtroppo, in questo caso non c'è.
Le cose, si dice, si sentono e io sento che mi si è incrinato qualcosa ancora prima che questo qualcosa potesse cominciare.

Basta poco.
E' sufficiente una frase infelice e mal detta.
Una di quelle classiche frasi che ti fan cadere tutto.
Poi le scuse, anche se fan sempre bene, non sono più sufficienti.

Il problema è che io noto tutti i dettagli.
(e ne avevo già notati altri prima di questo)
Osservo.
Ascolto.
E poi traggo le mie conclusioni.

E sono proprio gli errori e le frasi più spontanee quelle più veritiere.
Se poi a quelle si aggiunge qualche ricerca qua e là, ad esempio su Google..
Il quadro è completo.

Ma anche se fosse rimasto incompleto..
Troppe menate, troppe puntualizzazioni e soprattutto troppi paletti che sin dall'inizio era chiaro non fossero assolutamente necessari.

Non necessari e anche un po' irritanti.

No problem.

Si ritorna alla Filosofia.

LeylaHatzfeld
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categoria : uomini, state of the nation, julian sands

lunedì, 23 marzo 2009, ore 20:05

E' vero, lo ammetto.
Con Julian Sands è stata dall'inizio una cosa reciproca.
Sin da quando ho varcato per la prima volta la soglia di quella biblioteca e l'ho visto.
Alto, nordico, con quella fascia che gli teneva scostati dal viso i capelli biondi.

Ma che:
  1. un tizio che mi vede nella mia solita biblioteca (quell'altra, sperduta in mezzo alla zona industriale) da almeno tre anni, senza mai essersi neanche sognato di degnarmi di uno sguardo, e solo l'altro giorno mi attacca bottone con la scusa di cambiargli 5 euro in monetine per la macchinetta del caffè (ce l'ho scritto sulla fronte che lavoro in una banca, per caso?)
  2. il farmacista della farmacia di cui sono cliente abituale che mi fa 10 euro di sconto e che mi promette sussurrando, mentre gli passo la carta di credito,  che mi riserverà a vita questo trattamento se solo mi faccio servire da lui ogni volta che avrò bisogno di qualche cosa
  3. e dulcis in fundo il signore di mezz'età che mentre aspettiamo che quel coglione del nostro dottore ci apra il portone (un quarto d'ora ci ha lasciato lì in strada come degli stupidi, tanto che ho sospettato che stesse facendo sesso con l'infermiera)  per poter salire a ritirare le ricette mediche mi invita a bere il caffè facendomi una bella radiografia ai raggi X..

Ma che è??? 

Quali tra questi  messaggi stanno mandando a mia insaputa i miei ferormoni?

  1. Libera e disponibile.
  2. Citofonare Giusy.
  3. Porte aperte alla Renault
o peggio fra tutti:

SCONTI!!!


?!?!?
LeylaHatzfeld
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categoria : uomini, scleri, bestiario, julian sands

sabato, 21 marzo 2009, ore 06:10

Julian Sands mi stringe e mi stringe forte perchè io muoio dal freddo.

Con lui sto davvero bene, una cosa incredibilmente sorprendente per me.

Camminiamo abbracciati stretti per le vie di uno dei miei posti preferiti, mentre ci raccontiamo di noi, finchè si ferma di botto, mi guarda in un certo modo e mi bacia.

Io lo lascio fare, un po' imbarazzata, lui se ne accorge, sorride e mi abbraccia stretto.

.. sono tornata a casa mia alle cinque della mattina, praticamente un'ora fa.
LeylaHatzfeld
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categoria : uomini, julian sands

sabato, 07 marzo 2009, ore 21:10

E così a sorpresa Julian Sands mi invita per un happy hour che si trasforma rapidamente in una cena nel mio nippon preferito.

E' confuso e non riesce a capire quanti anni io possa avere.
Ci ha pensato parecchio, in effetti.

Niente bugie: dico la verità.
Lui è sorpreso.
Molto.
E si complimenta parecchio.

La serata scivola via tranquilla.
La conversazione con lui è interessante ma..

Seduti nella mia macchina facciamo tardi, mi augura una decina di volte la buonanotte e ogni volta mi bacia per salutarmi.

Torno a casa con un punto di domanda nella testa.
Non riesco a chiarirmi.

Capisco tutto lunedì, martedì e mercoledì durante un corso di tre giorni nelle nostre aule di formazione, dall'altra parte della città.
Non lo noto subito, forse dev'essere successo martedì.

Lui è meno strepitoso di Julian Sands, molto più normale, ma gradatamente si rivela essere incredibilmente trascinante.
Il corso è di tipo esperienziale e il docente intuisce subito le nostre potenzialità.
Lui che a tempo perso recita a teatro e io che sono quello che sono: un animale da palcoscenico.

Nella simulazione siamo esplosivi, tutta la classe ride a crepapelle.

Lui comincia ad accorgersene.
E anche altri due miei colleghi.

La tensione fra di noi è tangibile.
Ma lui è fidanzato ed è anche, cosa che apprezzo sopra ogni cosa, una di quelle rare e preziosissime persone serie.

L'ultimo giorno mi sorride e mi saluta da lontano prima di correre via.

Io invece corro da un'altra parte perchè ho un appuntamento da un notaio.
Ci arrivo, ovviamente, in ritardo ma con il cuore leggero.

Adesso SO che è ancora possibile.
LeylaHatzfeld
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categoria : work in progress, uomini, julian sands

giovedì, 14 febbraio 2008, ore 16:17

Allora: in questo blog ultimamente la mia taglia di reggiseno sembra essere diventata uno degli argomenti più gettonati.

Ai giovinastri in overdose da ormone vorrei, come premessa,  puntualizzare due cose:
  1. la quantità non è sinonimo di qualità;
  2. la resistenza alla forza di gravità costituisce un elemento fondamentale per il giudizio ed è sinonimo di qualità.
Spiace deludervi ma non posterò ne' foto ne' misure di circonferenze.
Mi limiterò a raccontarvi un episodio.

Un po' di tempo fa avevo appuntamento con il Cinas nel mio nipponrestaurant preferito.

Io ero, as usual, un po' (ma solo un po') in ritardo.
Lui era già seduto al tavolo.
Sono arrivata, ci siamo salutati e mi sono tolta il cappotto prima di sedermi.

Ad un certo punto mi sono accorta che LUI aveva assunto un'espressione un po'.. vacua.

L'ho guardato un secondo con la bocca aperta e gli ho detto:

"Ma Cinas! Mi stai già guardando le tette?" 

"Assolutamente NO! Quello lo farò DOPO!!!"
E poi ha aggiunto mentre diventava bordeaux:
"M'hai fatto arrossire! Sono rosso??"

eheheheheh!!!!
LeylaHatzfeld
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sabato, 05 gennaio 2008, ore 19:45

LeylaHatzfeld
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