Ho un passato di programmatore su grandi sistemi che pochi conoscono.
A 17 anni lavoravo in una software house.
Mi pagavano una miseria e dovevo farmi un'ora e mezza di viaggio all'andata e un'ora e mezza di viaggio al ritorno, tra treno e metropolitana.
Ero l'unica ragazza e quasi ogni giorno dovevo difendermi da uno dei colleghi che era un assatanato e cercava appena possibile di palparmi le tette o il culo o peggio... per non parlare di quello che mi diceva.
Gli altri ovviamente non mi difendevano e sghignazzavano compiaciuti.
Il proprietario della baracca spesso era in giro per clienti e lasciava la moglie di guardia.
Lei stava nell'ufficio del marito sfogliando Rakam o Gioia e non appena sentiva qualcuno parlottare si fiondava nella nostra stanza per controllare che i discorsi riguardassero unicamente il lavoro.
Io mi ero appena iscritta al primo biennio serale dell'Istituto tecnico (prima e seconda in un anno solo, con gli esami di abilitazione a fine anno per passare alla III ragioneria).
La frequenza era obbligatoria: tutte le sere fino alle 22,40 e il sabato pomeriggio dalle 14 alle 19.
Mi ricordo i salti mortali che dovevo fare per riuscire a prendere il treno per tempo..
Ero peggio di adesso: ogni minuto, ogni momento libero e tutte le notti erano solo finalizzate allo studio.
Anche le pause pranzo.
Mi ricordo che, siccome gli altri facevano troppo casino e non riuscivo a concentrarmi, l'unica cosa che potevo fare erano le esercitazioni di algebra.
Un giorno mi dimenticai in ufficio i quaderni e il giorno successivo li cercai senza trovarli.
Mi venne il dubbio di averli dimenticati in treno.
Ma alla sera il titolare mi convocò nel suo ufficio e mi fece un culo mostruoso.
A nulla valsero le mie rimostranze, gli assicurai che assolutamente studiavo solo durante l'intervallo ma lui mi disse minaccioso: "NON VOGLIO PIU' TROVARE QUESTO GENERE DI COSE IN GIRO!".
Questo genere di cose..
Se avesse trovato sulla mia scrivania dei preservativi usati credo davvero non si sarebbe stizzito così tanto.
Non sopportava l'idea che io mi fossi iscritta ad una scuola serale per prendere il diploma, diceva che questo mi distraeva dal lavoro.
Insomma.. ne avevo pieni i coglioni.
Di certo allora non ero la jena che sono ora.. ma sono comunque sempre stata un bel tipo... una che sembra facilmente manipolabile, finchè poi arriva la sorpresa ..
Così un giorno mi diede l'incarico di fare dei back up e di liberare spazio dai dischi.
Io gli cancellai tutto il lavoro dell'ultimo anno.
Ci misi solo dieci minuti.
Quando glielo dissi divento' tutto rosso, prese la calcolatrice e la scaraventò per terra.
Andò in mille pezzi.
Me ne andai e non tornai più e GIURAI a me stessa che con la programmazione non avrei avuto più niente a che fare.
Adesso a distanza di lustri mi sono decisa a ricominciare.
Principalmente a causa del sito universitario.
Non mi accontento solo di gestirlo, voglio anche saperci mettere le mani senza dover dipendere da idioti che se la menano come dei guru informatici senza saperne più di tanto.
Così ho fatto qualche ricerca e ho trovato quello che fa per me.
Un corso che parte dalle basi dell'html, passa per l'editing di immagini, la programmazione in php e i principi di accessibilità e usabilità.
Frequenza bisettimanale, come volevo io, prezzo accessibile, lezioni con un massimo di otto allievi in zona città studi.
Da quelle parti c'è anche una biblioteca, così potrò stazionarci nel pomeriggio a studiare, nell'attesa dell'inizio del corso.
Preso dal mio entusiasmo ci si vuole iscrivere anche S., il mio collega.
Ciao L.H.,
