sabato, 25 aprile 2009, ore 14:00

Keyboards..

A Forest.

L'atmosfera diventa ipnotica.
Mi aggiro inquieta, finchè la mia mano non stringe la ringhiera.
Chiudo gli occhi e mi lascio trasportare.

I forget everything.

Dimentico anche te.

Please, would you let me go?
LeylaHatzfeld
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categoria : state of the nation, julian sands

martedì, 31 marzo 2009, ore 13:02

Mmh..

Sì.

Mi sta proprio bene.

Così almeno la prossima volta imparo a fidarmi delle mie intuizioni e a lasciar perdere prima, che in questi casi non c'è proprio bisogno di verificare, toccare con mano, andare a fondo o concedere anche solo il beneficio del dubbio.

 

LeylaHatzfeld
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categoria : state of the nation, miserie, julian sands

mercoledì, 25 marzo 2009, ore 22:46

Così.
Ad un primo esame si può anche fare.

L'attrazione c'è ed è parecchia.
Tangibile quasi.

Ma basta solo quella?

No, NO!
Non mi sto affatto ponendo come fine/obiettivo quello che fin qui si potrebbe intuire.

Quello a cui sto pensando io è un gioco difficilissimo di equilibri che, purtroppo, in questo caso non c'è.
Le cose, si dice, si sentono e io sento che mi si è incrinato qualcosa ancora prima che questo qualcosa potesse cominciare.

Basta poco.
E' sufficiente una frase infelice e mal detta.
Una di quelle classiche frasi che ti fan cadere tutto.
Poi le scuse, anche se fan sempre bene, non sono più sufficienti.

Il problema è che io noto tutti i dettagli.
(e ne avevo già notati altri prima di questo)
Osservo.
Ascolto.
E poi traggo le mie conclusioni.

E sono proprio gli errori e le frasi più spontanee quelle più veritiere.
Se poi a quelle si aggiunge qualche ricerca qua e là, ad esempio su Google..
Il quadro è completo.

Ma anche se fosse rimasto incompleto..
Troppe menate, troppe puntualizzazioni e soprattutto troppi paletti che sin dall'inizio era chiaro non fossero assolutamente necessari.

Non necessari e anche un po' irritanti.

No problem.

Si ritorna alla Filosofia.

LeylaHatzfeld
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categoria : uomini, state of the nation, julian sands

lunedì, 23 marzo 2009, ore 20:05

E' vero, lo ammetto.
Con Julian Sands è stata dall'inizio una cosa reciproca.
Sin da quando ho varcato per la prima volta la soglia di quella biblioteca e l'ho visto.
Alto, nordico, con quella fascia che gli teneva scostati dal viso i capelli biondi.

Ma che:
  1. un tizio che mi vede nella mia solita biblioteca (quell'altra, sperduta in mezzo alla zona industriale) da almeno tre anni, senza mai essersi neanche sognato di degnarmi di uno sguardo, e solo l'altro giorno mi attacca bottone con la scusa di cambiargli 5 euro in monetine per la macchinetta del caffè (ce l'ho scritto sulla fronte che lavoro in una banca, per caso?)
  2. il farmacista della farmacia di cui sono cliente abituale che mi fa 10 euro di sconto e che mi promette sussurrando, mentre gli passo la carta di credito,  che mi riserverà a vita questo trattamento se solo mi faccio servire da lui ogni volta che avrò bisogno di qualche cosa
  3. e dulcis in fundo il signore di mezz'età che mentre aspettiamo che quel coglione del nostro dottore ci apra il portone (un quarto d'ora ci ha lasciato lì in strada come degli stupidi, tanto che ho sospettato che stesse facendo sesso con l'infermiera)  per poter salire a ritirare le ricette mediche mi invita a bere il caffè facendomi una bella radiografia ai raggi X..

Ma che è??? 

Quali tra questi  messaggi stanno mandando a mia insaputa i miei ferormoni?

  1. Libera e disponibile.
  2. Citofonare Giusy.
  3. Porte aperte alla Renault
o peggio fra tutti:

SCONTI!!!


?!?!?
LeylaHatzfeld
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categoria : uomini, scleri, bestiario, julian sands

sabato, 21 marzo 2009, ore 06:10

Julian Sands mi stringe e mi stringe forte perchè io muoio dal freddo.

Con lui sto davvero bene, una cosa incredibilmente sorprendente per me.

Camminiamo abbracciati stretti per le vie di uno dei miei posti preferiti, mentre ci raccontiamo di noi, finchè si ferma di botto, mi guarda in un certo modo e mi bacia.

Io lo lascio fare, un po' imbarazzata, lui se ne accorge, sorride e mi abbraccia stretto.

.. sono tornata a casa mia alle cinque della mattina, praticamente un'ora fa.
LeylaHatzfeld
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categoria : uomini, julian sands

sabato, 07 marzo 2009, ore 21:10

E così a sorpresa Julian Sands mi invita per un happy hour che si trasforma rapidamente in una cena nel mio nippon preferito.

E' confuso e non riesce a capire quanti anni io possa avere.
Ci ha pensato parecchio, in effetti.

Niente bugie: dico la verità.
Lui è sorpreso.
Molto.
E si complimenta parecchio.

La serata scivola via tranquilla.
La conversazione con lui è interessante ma..

Seduti nella mia macchina facciamo tardi, mi augura una decina di volte la buonanotte e ogni volta mi bacia per salutarmi.

Torno a casa con un punto di domanda nella testa.
Non riesco a chiarirmi.

Capisco tutto lunedì, martedì e mercoledì durante un corso di tre giorni nelle nostre aule di formazione, dall'altra parte della città.
Non lo noto subito, forse dev'essere successo martedì.

Lui è meno strepitoso di Julian Sands, molto più normale, ma gradatamente si rivela essere incredibilmente trascinante.
Il corso è di tipo esperienziale e il docente intuisce subito le nostre potenzialità.
Lui che a tempo perso recita a teatro e io che sono quello che sono: un animale da palcoscenico.

Nella simulazione siamo esplosivi, tutta la classe ride a crepapelle.

Lui comincia ad accorgersene.
E anche altri due miei colleghi.

La tensione fra di noi è tangibile.
Ma lui è fidanzato ed è anche, cosa che apprezzo sopra ogni cosa, una di quelle rare e preziosissime persone serie.

L'ultimo giorno mi sorride e mi saluta da lontano prima di correre via.

Io invece corro da un'altra parte perchè ho un appuntamento da un notaio.
Ci arrivo, ovviamente, in ritardo ma con il cuore leggero.

Adesso SO che è ancora possibile.
LeylaHatzfeld
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domenica, 22 febbraio 2009, ore 23:19

La nuova biblioteca è a due minuti dalla nuova agenzia.
Ho scoperto che resta aperta fino alle dieci di sera.

Scendendo le scale che  conducono all'aula studio mi incrocio con un ragazzo, alto, biondo, bellissimo.
Mi ricorda Julian Sands ai tempi di "Camera con vista".. ma forse lui è meglio.

L'aula studio è al completo, non c'è un posto libero... però c'è un piccolo banco vuoto, fuori, vicino alla bacheca degli avvisi.

Decido di sistemarmi lì.

Nel frattempo Julian Sands ritorna, mi vede lì, mi osserva, poi si mette a leggere attentamente gli annunci, lì vicino.

Io, che sono snob, lo ignoro.
Ma lo osservo di sottecchi.

Fisicato, una fascia nei capelli per evitare che gli ricadano negli occhi, look da surfista ..

Nel frattempo l'aula studio un po' si svuota e io trovo posto..

Il gioco di sguardi continua per tutta la sera...

Io un po' mi diverto.. ma anche mi domando che cosa voglia mai costui..
Non si è accorto che io sono molto più grande di lui?


julian
LeylaHatzfeld
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categoria : julian sands