Quando arrivo i miei occhi sono già stracolmi del verde dei cipressi, del morbido delle colline e delle nuvole che le investono.
A casa loro, il contrabbasso di W. campeggia nel mezzo della sala e la stufa a legna è già accesa.
E poi Firenze, ci perdiamo tra i vicoli nella fusione di medioevale e rinascimentale, W. mi fa da cicerone e H. ride mentre io cammino con il naso all'insù.
Firenze, i vicoli stretti, il campanile di Giotto, le case torri e il Ponte Vecchio..
Firenze, tra guelfi e ghibellini e noi - noi che siamo ghibellini dentro - ci dirigiamo verso il Palazzo della Signoria.
Firenze e là in fondo il Biancone..
Al ristorante ridiamo ai racconti di W.
Lui, che l'è nato marinaio, racconta di tempeste in barca, del fiocco che in realtà
"'Un era miha un fiocco ma l'era un geona.
Che l'è stato solo per questo che s'è potuto andare a bolina.
'Un ci credeva miha nessuno.."
Il mare,Viareggio e le barche nei nostri discorsi.
E poi la loro casa in collina, nel bel mezzo di una nuvola, e le stelle.

E, la mattina, svegliarsi con David Bowie che riempie le stanze di musica e poi il bosco.
Io che raccolgo pigne e pezzi di corteccia e che (ri)comincio a parlare con l'accento toscano.

In Toscana, IO, mi sono sempre sentita a casa mia.