giovedì, 03 dicembre 2009, ore 21:57

Mentre guido verso la biblioteca mi arriva un sms del mio Prof:

"Peccato per ieri. Pensi di passare ancora in Uni prima di Natale?"

IO, però, ho bisogno di parlargli con calma.
Così gli scrivo:

"In verità, F., avrei davvero bisogno di parlarti, senza fretta. Sono in crisi con la Filosofia e ricordo che, anni fa, mi avevi detto che se anche solo avessi pensato di abbandonare.. mi saresti venuto a RIprendere per i capelli".

A casa trovo una sua mail..

Ciao Barbara,
quello che mi dici mi dispiace, naturalmente, e vorrei anch'io che ne parlassimo...

E stasera mentre esco dalla Biblio mi ritrovo davanti a sorpresa George, che a intervalli capita qui sul blog, e questo pomeriggio si era preoccupato tantissimo leggendo la paternale della Gis, la famosa sera del Ramitello..
LeylaHatzfeld
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mercoledì, 02 dicembre 2009, ore 01:40

Gioco con i suoi capelli biondi, mi perdo nei suoi occhi azzurrissimi e ho ancora adesso nel naso il suo profumo, mentre mi dice che sono meravigliosa (IO?? Macchedici?!?) che spesso mi pensa e che sono la sua fonte di ispirazione.
E che davvero non riesce a comprendere questo mio astio, di questi ultimi mesi, verso la Filosofia.

Quella Filosofia che mi ha aperto la mente, che mi ha fatto diventare quello che sono oggi,
 "La Filosofia è nobile dice e tu sei nobile nell'animo Ba'..
E lo so che ti senti sola, come un'alienata, ma non è così.
Le persone come te, come NOI, ci sono.
Sono GLI ALTRI che sono dei mediocri e che non se ne rendono neanche conto!
"

E sarà il magnifico Ramitello, ma a me si inumidiscono gli occhi.

ramitello
Non è servito a nulla in palestra correre a perdifiato sul tappeto; questa volta il cervello non si è scollegato come le altre volte, perso nel ritmo..
Inutile pensare alla grandezza di Kant o al mio Aristotele.

Le crisi con me stessa sono all'ordine del giorno.
Guai se non ci fossero.
Pensare e mettere sempre tutto in discussione, metterMI in discussione, è quasi un lavoro.
Ho scelto di vivere così sin da quando avevo sei mesi e già allora ero la disperazione di mia madre.

Ma mai, MAI fino ad ora avevo messo in discussione la Filosofia.

Mi consola pensare che l'equilibrio alla fine è sempre una conquista.
L'equilibrio non è una cosa statica, è qualcosa di dinamico, qualcosa che deve essere sempre aggiustato e riassettato, se si decide di vivere bisogna rassegnarsi a dover sempre riposizionare il tutto, come un castello di carte che costantemente perde pezzi o viene anche completamente raso al suolo da un soffio di vento.
O anche come un dipinto su una tela che costantemente sbiadisce e deve essere continuamente ritoccato, ridipinto.

E' una fatica immensa ma non potrei assolutamente essere diversa: IO voglio vivere.

Ma non riesco a vivere la mia vita in maniera superficiale, come, da quanto mi hai fatto capire, fai TU.
Non ci riuscirei neanche per finta o per gioco.
Te lo avevo detto, del resto, proprio durante i primi dieci minuti di conversazione, quando ci siamo conosciuti.

E' soprattutto per questo che IO non ti voglio.
E se davvero non hai capito questo, di me, allora, di me, non hai proprio capito niente.
LeylaHatzfeld
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lunedì, 12 ottobre 2009, ore 00:49

Il rientro è stato traumatico.
Domani sarà ancora peggio.

Ho perso le chiavi della Clio (mivienedapiangere).

Spero siano finite nella macchina dei ragazzi che mi hanno portato a casa..

IO domani in banca noncivoglioandare!!!
LeylaHatzfeld
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sabato, 10 ottobre 2009, ore 17:01

A poco piu' di un'ora dalla partenza mi sento morire.

Non sono tragica.

Ho solo realizzato che ci sono ancora troppe, davvero troppe cose della mia vita che non mi piacciono.

Cambiarle tutte richiede tempo e tantissima energia.

E io sono troppo stanca.

Vista da questa prospettiva l'esistenza dei greci mi sembra infinitamente piu' semplice, forse perche' completamente priva di aspettative.

Quanto vorrei riuscire a lasciarmi vivere.

Ma a Milano sarebbe possibile??
LeylaHatzfeld
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martedì, 07 luglio 2009, ore 02:47




Vivi, sii GRANDE e infelice.

M.J.J. - R.I.P.
LeylaHatzfeld
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martedì, 16 giugno 2009, ore 19:30

  1. Spendere un botto per delle extension e non riuscire neanche più a guardarsi allo specchio.
  2. Avere l'aspetto di una zingara psicotica.
  3. Cadere in depressione.

Io non so quanto riuscirò a resistere con questi COSI in testa.
LeylaHatzfeld
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giovedì, 28 maggio 2009, ore 21:33

Ecco.

A coronamento di una splendida giornata di merda passata interamente ad un altrettanto splendido quanto inutile corso bancario (e io, scusate, ma avrei un esame quasi imminente) ci mancava un altrettanto epilogo degno di nota.

Chris chiude.

E io proprio non riesco neanche a pensare all'eventualità che LUI possa sparire dalla mia vita.

Mi viene da piangere.
LeylaHatzfeld
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martedì, 07 aprile 2009, ore 20:09

L.H.I'm sad.
LeylaHatzfeld
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lunedì, 09 febbraio 2009, ore 01:24

"Filosofare è imparare a morire" scriveva Montaigne nei suoi Saggi, salvo poi rinnegare tutto qualche anno dopo, auspicandosi che la morte lo cogliesse intento nelle sue faccende, così come coglieva i contadini intenti ad arare i loro campi.

E io, un po' per vocazione, un po' per scelte di curriculum universitario e anche complice l'ultimo esame, mi ritrovo spesso a meditare sulla morte.

La morte che, nonostante il mio riflettere mi coglie impreparata quando prende qualcuno che magari hai appena conosciuto.
Qualcuno che il giovedì ti saluta augurandoti buon week end perchè l'indomani non verrà al lavoro e sì, Giovanni, ci vediamo lunedì.

Qualcuno già gravemente ammalato, qualcuno di incredibilmente gentile, cosa rara in un ambiente di merda come quello bancario.

Un tumore ai polmoni inoperabile, scoperto da poco, il commesso della mia agenzia viveva serenamente, sembrava quasi ignaro della gravità della sua situazione.
Fino a quel giovedì, il suo ultimo giorno in agenzia, ha svolto come tutti i giorni il suo lavoro.
La responsabile gli proibiva inutilmente di andare in archivio da solo, gli proibiva di archiviare i documenti e chiedeva ai colleghi (stronzi del resto sono bancari, sullo stesso livello dei berlusconiani più convinti) di considerare il suo stato di salute e provvedere ognuno da sè all'archivio.

"Vedi?" mi disse quel suo ultimo giorno, indicando una cassetta  piena di fogli "Io quando ci sono archivio e il mucchio di fogli diminuisce. Poi quando mi assento quel giorno alla settimana in cui devo andare a fare la terapia, torno e ci trovo il triplo dei fogli. Anche tu, se vuoi, puoi darmi i tuoi documenti da archiviare".

Io so cosa vuol dire archiviare. Tirare con forza cassetti pesanti perchè strapieni, alzarsi, abbassarsi, estrarre cartelline pigiate e poi rimetterle a posto. Si fa fatica anche quando si è in buona salute. E se ti manca il respirro perchè hai i polmoni mezzi andati come dev'essere? Quante volte lo ha fatto presente la responsabile a quei bastardi che invece continuavano ad approfittare fottendosene del fatto che lui avrebbe anche potuto sentirsi male, da solo nel sotteraneo dove c'è l'archivio.

Ad agosto sarebbe dovuto andarsene in pensione. Non vedeva l'ora.

E' morto domenica scorsa, mentre si faceva il bagno. Lo hanno trovato nella vasca, la testa reclinata sulla spalla.

Lo abbiamo saputo lunedì scorso e anche se quasi tutti piangevamo abbiamo comunque dovuto aprire l'agenzia.
La direttrice ha chiesto al personale il permesso di restare chiusi per lutto, anche solo di pomeriggio, chiudere solo per un'ora e mezza..

Figuriamoci..

Non tutti hanno potuto andare al suo funerale, la banca non poteva restare senza personale.

Non siamo più neanche persone. Solo unità produttive.

Sul suo calendario in archivio tutti i suoi promemoria medici, credo avesse paura di dimenticarsi i giorni della radioterapia.
LeylaHatzfeld
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lunedì, 11 agosto 2008, ore 22:30

ll mobbing è qualche cosa di esponenzialmente insinuante che giorno dopo giorno non distrugge solo l'autostima ma anche l'esistenza, tutto quello che anno dopo anno si è faticosamente costruito crolla a terra come un castello di carte al minimo soffio di vento.

E arriva il giorno che si comincia a dubitare di cose certe, assodate, che si sono sempre fatte in un certo modo ma che improvvisamente non sono più così scontate.

E ci si sorprende a chiedersi se il proprio nome sia effettivamente quello e non un altro e se sei davvero tu quella persona che si rinchiude nel bagno a piangere lacrime amare.
Tu che lavori più di vent'anni, che hai iniziato giovanissima e che pensavi di aver chiuso per sempre con la maleducazione, le vessazioni e le umiliazioni perchè non sei più la ragazzina ingenua di quindici anni..

Chi subisce mobbing da parte di un superiore e non ha modo di confrontarsi con altri finisce per credere agli insulti e alle insinuazioni.

E così dopo quattro mesi e mezzo si è toccato il culmine.

Gli improperi del mio collega preferito perchè avrei dovuto rivolgermi prima all'Ufficio Personale, senza dover necessariamente arrivare fino a questo punto.

E scopro con sorpresa che questa persona è ben conosciuta, che io sarei la quinta collega a cui riserva lo stesso trattamento e che questa volta LORO vorrebbero risolvere il problema alla radice.

A me non interessa.
Ho smesso da tempo i panni del giustiziere della notte che auspica un mondo perfetto.
Sono stanca e soprattutto rassegnata.

L'unica cosa che voglio è che mi spostino ancora una volta, un'altra agenzia dove ci siano possibilmente delle persone normali.


Grazie.
LeylaHatzfeld
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