martedì, 21 luglio 2009, ore 23:49
lunedì, 20 luglio 2009, ore 21:56
venerdì, 10 luglio 2009, ore 01:40
"Ma tu ce l'hai ancora il mio numero di cellulare?"
"Ma Paolo!! Nel 1993 nessuno aveva il cellulare!!!"
Nel 1993 uscivo da una relazione quinquennale soffocante e contemporaneamente cominciavo a studiare musica.
Lui in quegli anni era il mio migliore amico e anche il mio mentore.
Tutto quello che so, musicalmente parlando, lo devo a lui.
Ricordo pomeriggi ad ascoltare vecchi dischi e cd, vedere videocassette di concerti (sì. Non DVD. VIDEOCASSETTE!) serate sui navigli, cene con musicisti professionisti e non, gite al mare e vere e proprie spedizioni nei negozi di strumenti musicali..
Quando comprai il mio primo basso e il mio ampli lui era con me, per consigliarmi.
A lui e ai suoi amici invidiavo l'indipendenza e l'autonomia di una vita già ben avviata.
Quella che io, la più giovane, sono riuscita a conquistarmi con il sangue solo sette anni dopo.
E poi, come spesso succede, strade diverse ci hanno fatto perdere di vista.
Due settimane fa il suo nome salta improvvisamente fuori con un mio cliente che, scopro, ha condiviso con lui lo stesso ufficio per parecchio tempo.
Mi racconta che ora ha una figlia e una compagna e mi invita ad andarli a trovare nell'azienda dove entrambi lavorano.
E così oggi improvvisamente ci ritroviamo catapultati indietro nel 1993, un amico, che è anche un suo collega, si ricorda benissimo di me e ci raggiunge ed un altro ancora arriva successivamente.
In pizzeria le cose da raccontarsi sono così tante e il tempo così tiranno che decidiamo tutti di ripetere la serata ad agosto.
E sarà il caffè o il turbinio di emozioni che mi ruota dentro e che non mi fa dormire.. ma non posso fare a meno di pensare a come siamo cambiati e a come fondamentalmente siamo rimasti uguali.
A come allora ci sforzavamo di immaginarci cosa sarebbe stata la nostra vita e a come effettivamente questa sia ora nel presente.
A come la musica, lo studio dello strumento, abbia costituito per me una passione passeggera che, una volta sviscerata, ha perso tutta la sua attrattiva e a come invece tuttora costituisca per Paolo una costante.
A come la passione per il cinema non abbia abbandonato Roberto e a come comunque questa sia passata in secondo piano di fronte ai suoi due magnifici bambini.
A come l'altro Roberto mi sembri incredibilmente più simpatico e meno serioso di quanto me lo ricordassi.
A come l'aria da ragazzi ci abbia definitivamente abbandonato e a come non ci manchi la voglia di divertirci con quattro battute sparate a raffica nell'abitacolo di una macchina..
E rido come una matta mentre cerco di far partire la macchina per tornare a casa, mentre i due Roberti si improvvisano vigili urbani e fingono di deviare il traffico per farmi largo in una strada che a mezzanotte è comunque deserta!!
LeylaHatzfeld
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friends, happiness, state of the nation
martedì, 07 luglio 2009, ore 02:47