mercoledì, 25 febbraio 2009, ore 23:52

Incontrare il mio prof, il mio mentore, la persona a cui mi rivolgo per qualsiasi tipo di problema (ed è anche capitato che il problema non fosse unicamente di natura didattico/universitaria) è sempre un piacere.

Oltre ai consigli sul piano di studio ne ricavo anche una dritta per un manuale aggiuntivo, curato proprio da lui, che dovrebbe chiarirmi i dubbi lasciati irrisolti dall'Abbagnano sulla magnifica triade Fichte/Schelling/Hegel ("Che due coglioni!" si lascia scappare lui, ridendo, mentre io annuisco vigorosamente).

Via dall'Uni passo davanti all'Assolombarda e, as usual, sbircio dentro.

Io, lì, ci ho lavorato sei anni, prima di vincere un concorso in banca.

Proseguo per qualche metro, poi torno sui miei passi e decido di entrare.

Alla reception faccio chiamare uno dei miei ex colleghi.

Velocemente mi aggiorna sulle novità di questi anni e poi rivedo anche il mio ex capo.

E' sempre stato stronzo e con l'età, all'apparenza, ma gli altri confermano, è peggiorato. Io l'ho sempre preso per il culo e, nonostante me ne sia andata ben 13 anni fa, non resisto: infierisco nuovamente. Lui ghigna e mi sibila un "Vedo che comunque LEI non ha perso il suo smalto!".

Via da AIL corro da MAD.

La luna piena è vicina e dal momento che l'ultima volta gli effetti sono stati incredibili le chiedo di organizzare, almeno per questa volta, così importante, con le stesse identiche persone, non una di più, non una di meno.
Lei è d'accordo e dopo un giro all'Esoterica per dare un occhio alle ultime novità ci salutiamo a cuor leggero.

In centrale, mentre aspetto la metropolitana, una sciroccata canta sulle note dell'mp3 e lo fa pure bene. La guardo sorridendo, soddisfatta di come si stiano mettendo le cose della mia vita.
LeylaHatzfeld
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domenica, 22 febbraio 2009, ore 23:19

La nuova biblioteca è a due minuti dalla nuova agenzia.
Ho scoperto che resta aperta fino alle dieci di sera.

Scendendo le scale che  conducono all'aula studio mi incrocio con un ragazzo, alto, biondo, bellissimo.
Mi ricorda Julian Sands ai tempi di "Camera con vista".. ma forse lui è meglio.

L'aula studio è al completo, non c'è un posto libero... però c'è un piccolo banco vuoto, fuori, vicino alla bacheca degli avvisi.

Decido di sistemarmi lì.

Nel frattempo Julian Sands ritorna, mi vede lì, mi osserva, poi si mette a leggere attentamente gli annunci, lì vicino.

Io, che sono snob, lo ignoro.
Ma lo osservo di sottecchi.

Fisicato, una fascia nei capelli per evitare che gli ricadano negli occhi, look da surfista ..

Nel frattempo l'aula studio un po' si svuota e io trovo posto..

Il gioco di sguardi continua per tutta la sera...

Io un po' mi diverto.. ma anche mi domando che cosa voglia mai costui..
Non si è accorto che io sono molto più grande di lui?


julian
LeylaHatzfeld
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categoria : julian sands

lunedì, 16 febbraio 2009, ore 22:33

Essì.

E' un po' che lo sento protestare pulsando.
Questa volta una novità.
Lo sento a destra.

Un'occasione in più per smadonnare a destra, che ormai non riesco più a sopportare questo termine.
Destra.

Smadonno per robe mie e ne approfitto per dirottare tutto il giramento di palle alla destra e al suo fantoccio.
Sia mai che un giorno o l'altro si levi direttamente di mezzo.

Oh, no.
Mica gli sto augurando di morire.

Basterebbe una situazione alla Englaro e una dimostrazione di coerenza da parte dei suoi scagnozzi.
Lasciarlo lì.

Sarebbe bello, no?

Comunque di solito le fitte erano a sinistra.
Ora invece è tutto a destra.
Credo sia l'ansia da prestazione per tutto quello che ho in programma quest'anno.

Intanto gli inizi nella nuova agenzia sono stati più duri del previsto.
Ho un portafoglio mio da gestire ed è difficile vincere la diffidenza verso i nuovi gestori da parte della clientela.

E poi la filosofia contemporanea con la triade iniziale FichteSchellingHeghel mi sta uccidendo.
Sarà anche il fottutto 29 che mi ha demoralizzato...

Fatto sta che sto ancora male e giovedì, dopo la visita, avrò sicuramente la conferma dei miei sospetti (sperando non si verifichi un finale catastrofico e fuori programma).
LeylaHatzfeld
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martedì, 10 febbraio 2009, ore 09:01

"Filosofare è imparare a morire" non è certo una proposizione che può interessare alla classe politica di questo paese.

Sono abbastanza disgustata dalla strumentalizzazione politica del caso Englaro.

Vedere alla televisione questi squali, che venderebbero anche la propria madre senza battere ciglio, prodursi in discorsi di stampo buonistico, impreganti fino al midollo di moralismo bigotto fa uscire il peggio di me.

Io, che non bestemmio mai, inveisco contro questo Dio che ben si adatta al peggio dell'umanità.

La tv a casa mia in questi giorni è spenta.
I giornali (e anche i giornalisti!!! Ne è rimasto qualcuno di integro che non si sia fatto comprare da Testa D'Amianto o dal Vaticano?) in casa mia non entrano.

Vi prego, datemi una chance per andarmene da questo paese di merda.

LeylaHatzfeld
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categoria : scleri, bestiario, miserie

lunedì, 09 febbraio 2009, ore 01:24

"Filosofare è imparare a morire" scriveva Montaigne nei suoi Saggi, salvo poi rinnegare tutto qualche anno dopo, auspicandosi che la morte lo cogliesse intento nelle sue faccende, così come coglieva i contadini intenti ad arare i loro campi.

E io, un po' per vocazione, un po' per scelte di curriculum universitario e anche complice l'ultimo esame, mi ritrovo spesso a meditare sulla morte.

La morte che, nonostante il mio riflettere mi coglie impreparata quando prende qualcuno che magari hai appena conosciuto.
Qualcuno che il giovedì ti saluta augurandoti buon week end perchè l'indomani non verrà al lavoro e sì, Giovanni, ci vediamo lunedì.

Qualcuno già gravemente ammalato, qualcuno di incredibilmente gentile, cosa rara in un ambiente di merda come quello bancario.

Un tumore ai polmoni inoperabile, scoperto da poco, il commesso della mia agenzia viveva serenamente, sembrava quasi ignaro della gravità della sua situazione.
Fino a quel giovedì, il suo ultimo giorno in agenzia, ha svolto come tutti i giorni il suo lavoro.
La responsabile gli proibiva inutilmente di andare in archivio da solo, gli proibiva di archiviare i documenti e chiedeva ai colleghi (stronzi del resto sono bancari, sullo stesso livello dei berlusconiani più convinti) di considerare il suo stato di salute e provvedere ognuno da sè all'archivio.

"Vedi?" mi disse quel suo ultimo giorno, indicando una cassetta  piena di fogli "Io quando ci sono archivio e il mucchio di fogli diminuisce. Poi quando mi assento quel giorno alla settimana in cui devo andare a fare la terapia, torno e ci trovo il triplo dei fogli. Anche tu, se vuoi, puoi darmi i tuoi documenti da archiviare".

Io so cosa vuol dire archiviare. Tirare con forza cassetti pesanti perchè strapieni, alzarsi, abbassarsi, estrarre cartelline pigiate e poi rimetterle a posto. Si fa fatica anche quando si è in buona salute. E se ti manca il respirro perchè hai i polmoni mezzi andati come dev'essere? Quante volte lo ha fatto presente la responsabile a quei bastardi che invece continuavano ad approfittare fottendosene del fatto che lui avrebbe anche potuto sentirsi male, da solo nel sotteraneo dove c'è l'archivio.

Ad agosto sarebbe dovuto andarsene in pensione. Non vedeva l'ora.

E' morto domenica scorsa, mentre si faceva il bagno. Lo hanno trovato nella vasca, la testa reclinata sulla spalla.

Lo abbiamo saputo lunedì scorso e anche se quasi tutti piangevamo abbiamo comunque dovuto aprire l'agenzia.
La direttrice ha chiesto al personale il permesso di restare chiusi per lutto, anche solo di pomeriggio, chiudere solo per un'ora e mezza..

Figuriamoci..

Non tutti hanno potuto andare al suo funerale, la banca non poteva restare senza personale.

Non siamo più neanche persone. Solo unità produttive.

Sul suo calendario in archivio tutti i suoi promemoria medici, credo avesse paura di dimenticarsi i giorni della radioterapia.
LeylaHatzfeld
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categoria : disperazione, state of the nation, miserie