Da quando sono nella nuova agenzia non riesco più a fare il mio orario.
Devo contemporaneamente ricevere i clienti che ne hanno sempre una, contattare quelli del mio portafoglio, evadere pratiche e frequentare corsi on line.
Avessi il dono dell'ubiquità avrei risolto gran parte dei miei problemi.
Aggiungiamoci il solito stronzo scaricabarile che mi ha pure affibbiato una sua rogna (prima e ultima volta, che io non sono nata ieri) e la cliente che domani parte e poteva venire solo oggi alle 15,00 (investiti in un colpo trenta mila euro come dico io) e il mio pomeriggio è trascorso in banca invece che in biblioteca.
Non va bene.
E così domani che dovrei lavorare tutto il giorno esco prima e mi recupero il pomeriggio.
Mi sento soffocare e mi consolo con lo shopping assassino.
Lei è già arrivata e mi aspetta all'ingresso.
Non la vedo da aprile.
A maggio si è laureata in teoretica: 110 e lode.
Quel giorno la direttrice stronza non mi concesse le due ore di permesso necessarie per assistere alla sua discussione.
Si nota subito.
Bellissima.
Elegantissima.
Le faccio i complimenti e lei si schernisce.
Si giustifica: ora lavora per una casa di moda, ambiente di merda, dove deve sempre essere impeccabile, 11 ore al giorno per uno stipendio da fame. "Il diavolo veste Prada in confronto è una barzelletta" mi dice ridendo.
Decidiamo per un Nero d'Avola che non si abbina per niente con il sushi.
Ma questa sera va così.
L'ho sempre ammirata per la sua intelligenza, il savoir faire e soprattutto la diplomazia.
Avrei pagato oro, venduto l'anima al diavolo per poter essere come lei a venticinque anni.
Il vino ci stempera l'anima e le confidenze vanno sul personale.
Mi confessa che a causa di questo lavoro, che la costringe ad orari impossibili - inizia alle otto e alle undici di sera spesso è ancora in ufficio - si ferma a dormire a Milano, nello studio medico di cui sua madre è socia.
Ride mentre mi dice che la brandina dell'analista è comoda.
Quando riesce va in palestra, così si fa la doccia, la sauna e il bagno turco.
E' dal mese di maggio che vive così.
Frequenta gente di merda..
E si ripete come un mantra che sta investendo su sè stessa: mi dice, con una luce d'orgoglio negli occhi, che ha fatto una scelta, che sono sacrifici necessari per acquisire professionalità e che deve stringere i denti ancora per un anno e mezzo.
La guardo con gli occhi lucidi e pieni di ammirazione.
E' raro che mi senta così in sintonia con qualcuno, una cosa che durante la serata mi confessa anche lei.
L'accompagno allo studio medico, la sua casa, un indiano pensando che fossimo una coppia ci regala due rose rosse.
Due studenti tedeschi ci fermano con la scusa di un'informazione.
La guardo entrare nel portone che si chiude alle sue spalle.
Me ne vado con le lacrime agli occhi.
Non ho ancora pubblicato il programma del mio quasi imminente esame:
Antropologia filosofica
Il morire e il suicidio.
Montaigne, Hume, Durkheim (e noi) davanti al problema
1 modulo.
Montaigne e il morire. Si vive, si muore. Nascita, sviluppo e morte.
Valore del modello: Epicuro e Seneca. Montaigne e l’umanesimo.
Morire mentre si zappano i cavoli, morire a cavallo. Nonchalance.
Testo di riferimento: gli Essais di Montaigne, specialmente: Libro I, 14, I, 19; Libro II, 12; III, 6, III, 12.
2 modulo.
Il problema del suicidio in David Hume. Argomenti logici, argomenti morali.
Testi di riferimento: Il suicidio di David Hume, in Il suicidio – L’immortalità dell’anima, Le lettere, Firenze 1992.
3 modulo.
Il suicidio come problema sociale. Suicidio assistito, eutanasia, direttive anticipate.
Testo di riferimento: Il suicidio: studio di sociologia, di Émile Durkheim, varie edizioni.
Un po' in ritardo perchè presa da altre "correnti suicidogene":
Ecco i classici buoni propositi per l'anno nuovo:
Ottimizzare e sfruttare meglio il tempo. Diventare rigida e marziale. Da quest'ora a quest'ora il lavoro. Da quest'altra ora a questa lo studio. A letto presto e sveglia all'alba. (Madonna!..)
Riprendere a correre non appena la temperatura tornerà a livelli accettabili.
Evitare i pranzi e le cene dai miei per votarmi ad un'alimentazione più sana.
Più tempo e spazio per l' "Arte".
E alla fine l'elemento necessario per raggiungere tutti questi obiettivi:
PIU' CONCENTRAZIONE.
Riuscire a mantenere costantemente il FOCUS ON.
Oggi avrei voluto andare in biblioteca a studiare e poi tornare a casa mia ma, causa neve, la macchina è completamente bloccata nel giardino dei miei.
Con il mio vecchio e glorioso Toshiba, una sgangherata connessione dial up e un Windows ME vecchio di 10 anni, riesco a postare solo disattivando tutte le opzioni dell'editor.
Youtube non funziona e incollo il codice a caso.
Nel frattempo è arrivata anche mia sorella.
Il bimbo più piccolo in spalla e l'altro per mano.
Non sa nemmeno lei se stasera riuscirà a tornarsene a casa.
Così mi sa che dormiremo tutti qui.
Sento mio padre brontolare tra sè e sè compiaciuto:
"Questa casa ormai si è trasformata in un Albergo del ginocchio.."
Tanto conosci già quello che penso.
Tutte le mie considerazioni sono anche le tue, quelle che ti sforzi di ignorare, perchè cambiare un paradigma che ormai è scritto sotto la tua pelle (quasi genetico direi) è faticoso.
E a te non piace far fatica.
Io sapevo già tutto.
L'ho saputo da subito.
E' il mio lavoro.
Te lo eri dimenticato?
Ma quello che mi fa davvero sorridere è la tua ingenuità.
Pensavi davvero di potermi trattare ancora come uno dei miserevoli cani di Pavlov?