Quando uno pensa all'infinito, con un certo sforzo mentale, si immagina qualche cosa di estesissimo che prosegue, per l'appunto, all'infinito.
Qualcosa di luuuuuuungo come una corda che non si sa dove stia l'altro capo e SE effettivamente ci sia un altro capo.
Oppure lo spazio siderale, paesaggi sempre uguali, sempre gli stessi, lo si attraversa con la mente e non si arriva mai da nessuna parte e lui, lo spazio, è sempre lì intorno, mica finisce tutt'a un tratto.
L'infinito è l'infinito, la corda e lo spazio rendono lo stesso tipo di idea di continuità senza fine.
Invece no.
Voi provate a studiare quello che sto studiando io.
Scoprirete che ci sono infiniti più piccoli e infiniti più grandi.
Scoprirete che ci sono infiniti confrontabili fra di loro e anche ordinabili.
Scoprirete anche che alcuni tipi di infinito in certi mesi dell'anno (quelli canonici) sono addirittura in saldo all'80, 70 e addirittura 50 per cento.
Sì, lo so, sto impazzendo.