mercoledì, 31 ottobre 2007, ore 14:07

Oggi, GIURO, me le hanno FRANTUMATE

Ora tiro fuori il bazooka e, almeno lei, la elimino.

LeylaHatzfeld
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categoria : scleri

lunedì, 29 ottobre 2007, ore 22:49

venti minuti di attesa in uno stanzino asettico.

"che look! E che stile questa ragazza così spigliata e sicura di sè, con un lavoro ed una posizione invidiabile.." ho pensato quando mi si è presentata e ha cominciato ad illustrarmi l'azienda e il percorso di crescita che è riservato ai dipendenti della rete retail.

non credo a tutto, ma se fosse vera solo la metà delle cose che mi ha detto, e almeno la metà di queste cose sono confermate dal mio collega, Ninu, che mi ha presentato per questo colloquio, credo sarei quasi contenta.
LeylaHatzfeld
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categoria : work in progress, programs

sabato, 27 ottobre 2007, ore 21:22

Non so dire bene che cosa mi succeda oggi.

Se mi sento così per il cinismo che questa settimana mi ha preso per un polso e strattonato troppo violentemente, più del solito, così tanto che quasi mi mancava il respiro.

Oppure se sono Hume, Spinoza e Girard che dalle loro pagine mi gridano  che no, non c'è speranza, che alla fine ci si può anche dibattere come mosche impazzite contro il vetro luminoso ma bisogna rassegnarsi: è la natura dell'essere umano ad essere costitutivamente corrotta.

Alla fine sono alla ricerca dell'eccezione ma sono anche intimamente e disperatamente convinta che non esista.
LeylaHatzfeld
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categoria : state of the nation

sabato, 27 ottobre 2007, ore 10:30

STURBO oggi.

ansia, incertezza, malinconia e non so.. voglia di mettermi a piangere.
sì, ogni tanto succede anche a me...
LeylaHatzfeld
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categoria : state of the nation

venerdì, 26 ottobre 2007, ore 13:38

L.H. :  "Forse Mauri questo WE farò qualcosa al riguardo. La luna va bene."
Mauri: "CIOE'?!?  VAI DI CITRONELLE????"

 

LeylaHatzfeld
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categoria : programs, esoterismi

mercoledì, 24 ottobre 2007, ore 21:12

Sono stanca, sì (sai che novità).

E anche preoccupata.
Molto preoccupata.

Se dovesse andare bene mi si apriranno (credo) parecchie nuove prospettive ma dovrò rinunciare a molto.

Se dovesse andare male mi sentirò senza speranza, come un condannato a morte certa.
LeylaHatzfeld
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categoria : work in progress, state of the nation

martedì, 23 ottobre 2007, ore 17:34

Collegapazza, SMETTI di controllare nel bidoncino igienico COME arrotolo nella carta igienica gli assorbenti usati.

E se preferisco una marca piuttosto che un'altra (per la cronaca: fondamentalmente scelgo a caso) sono solo CAZZI MIEI.


giurononnepossoppiù.
LeylaHatzfeld
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categoria : scleri, bestiario

lunedì, 22 ottobre 2007, ore 23:16

Un vago senso di irritazione che ho cercato di sopprimere nelle ultime settimane ha la meglio e mi costringe a scrivere nero su bianco la seguente affermazione:

non sopporto la sufficienza, l'altezzosità e la maleducazione con cui l'amicapsicologa tratta camerieri, commesse e varie.

La prima volta sono rimasta senza parole e ho pensato che fosse dovuto ad un'irritazione (sua) del momento.

Ma andando avanti e indietro con lei dall'Università per seguire il corso di logica ho potuto constatare che si tratta di una vera e propria abitudine.

Non so se sia dovuto alla vita sciccosa che faceva con il marito, molto famoso, che riceveva onori e tributi da ogni dove.

Fatto sta che ogni volta cerco di intervenire nei confronti del/della malcapitato/a per cercare di limitare i danni e la mortificazione che ne consegue.

Il fatto è che considero il loro lavoro un lavoro di merda al pari del mio, l'avere a che fare con persone gentili o quanto meno educate non cambia di certo la natura merdosa del lavoro, ma l'avere a che fare con persone cafone, sprezzanti o arroganti rende il tutto esponenzialmente più pesante (più di merda, in definitiva).


Edit:

Devo dire che le commesse in questo senso sono stoicamente le migliori.
Non sbuffano, non battono ciglio, si nascondono dietro una maschera imperturbabile (ovviamente NON sorridono), eseguono tutti i suoi ordini, quella che quasi protesta sono io:
"Ma scusa non potevi dirglielo prima? Hanno già impachettato tutto!"
"E vabbè cosa ci vuole? Lo rifanno! Una volta mi hanno rifilato una taglia 46 e pensa se poi riporti indietro il capo e la tua taglia è esaurita non ti fanno il buono e non ti ridanno neanche i soldi."
"Onestamente mi sembra poco verosimile."

Il tutto come se loro non esistessero e non fossero lì davanti a lei ad ascoltare. Io nel mentre vorrei solo sprofondare.

Credo non l'accompagnerò MAI più a fare shopping.
LeylaHatzfeld
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categoria : scleri, bestiario, state of the nation

domenica, 14 ottobre 2007, ore 14:52

E' quasi un mese che non vedo nessuno della mia famiglia.
Da quella famosa litigata subito dopo un trenta e lode e poco prima del mio compleanno.

Mia madre ogni sabato mattina mi chiama giuliva, facendo finta di nulla, comportandosi come se avesse a che fare con una pazza a cui bisogna solo accondiscendere, invitandomi a pranzo e sospirando allegramente ai miei rifiuti

Io le rispondo a monosillabi e spesso, poichè anche solo il suono della sua voce mi irrita, le riattacco il telefono ancora prima che abbia terminato la frase.

Anche mia sorella e suo marito hanno adottato la stessa tattica.

Scorrendo velocemente le cose che ho scritto sin da quando ho aperto questo blog, mi sono resa conto che non ho fatto altro che allontanare dalla mia vita tutte quelle cose e quelle persone che mi facevano soffrire.

Recidere i legami con questa famiglia sembra essere l'ultimo passo di questo percorso.

Durante "la famosa litigata" mia madre si lasciò scappare una frase che è stata, per me, illuminante:
"Io volevo fartela scontare".
Il contesto a cui questa frase si riferisce è gretto e meschino, riguarda questioni economiche, favoritismi e vantaggi materiali di cui ha goduto prevalentemente mia sorella.

Ma in questo mese mi sono spesso chiesta che razza di madre sia una che per tutta la vita abbia voluto far scontare "cose" (ma cosa dovevo scontare poi?)  solo ad una delle sue figlie.
Perchè io subivo le sue ire e i suoi scleri anche quando ero solo una bambina e mi dovevo nascondere per leggere i Topolino (sempre gli stessi perchè non me ne compravano) o sperare che non le saltasse la mosca al naso proprio quando trasmettevano i miei cartoni animati nippon, perchè lei si irritava, ma si irritava per qualsiasi cosa io facessi e delle notti addirittura pensavo che il giorno dopo avrei cercato di passare la giornata completamente immobile perchè non muovendo neanche un muscolo forse non avrebbe potuto rimproverarmi nulla.

Ho trovato la risposta che cercavo studiando per l'esame di Filosofia Morale che tratta delle origini  del sacro.

Durkheim e Girard (più Girard che Durkheim) sono stati illuminanti:

Poichè l'aggressività negli uomini è sempre presente a causa della loro natura (esattamente come il desiderio sessuale che non si manifesta solo in determinati periodi come avviene negli animali) nei gruppi sociali si verificano sempre condizioni di conflittualità in cui "tutti sono contro tutti".

In condizioni di questo genere il gruppo umano sarebbe ovviamente destinato all'autoannientamento ma in un determinato momento accade che tutti inspiegabilmente sembrino trovarsi d'accordo nell'incolpare un unico individuo dello stato di conflittualità.

L'individuo prescelto è di solito uno straniero, oppure qualcuno afflitto da qualche menomazione o anche qualcuno che possieda una dote eccezionale. Insomma il capro espiatorio prescelto ha una qualche caratteristica che lo distingue da tutti gli altri.

Nelle società primitive l'individuo in questione veniva linciato dall'intera comunità concorde e solo così la pace poteva ritornare tra gli uomini. Da qui anche il senso dei sacrifici, molto spesso il linciato assumeva l'identità della divinità a cui era necessario sacrificare animali o anche esseri umani, meglio se il sacrificio rituale avveniva secondo le stesse modalità in cui era avvenuto il linciaggio originario.

Questo modus operandi avviene anche in un gruppo umano ristretto come ad esempio una famiglia e il linciaggio è ovviamente un linciaggio morale e psicologico.

Mia madre una volta mi disse che con me non sapeva mai come fare perchè ero diversa.
E quando lei e mio padre, sempre compatti - anche se la maggior parte delle volte mio padre non sapeva neanche quale fosse l'argomento della questione - mi davano addosso, ricordo mia sorella che se ne stava sempre in disparte e io non capivo perchè non intervenisse mai, anche quando le ingiustizie erano palesi.

Ho sempre saputo dell'opportunismo e dell'egoismo di mia sorella, nonostante il suo essere assolutamente devota e puntuale come i peggiori bigotti alle sante messe e agli incontri di catechesi.

Lei, più furba, c'era arrivata molto prima di me.

Aveva capito che se mia madre, e a ruota mio padre, si fossero sfogati su di me lei sarebbe stata al sicuro e avrebbe anche potuto ottenere numerosi vantaggi materiali che a me invece sono sempre stati negati o concessi in minima parte con continui rinfacci.


Io ho sempre sostenuto che si stia meglio da soli piuttosto che stare in compagnia di persone grette e meschine.

C'è solitudine e solitudine, preferisco di gran lunga una solitudine tranquilla, in cui possa dedicarmi alle mie cose, che una compagnia piena di astio, dove seppure si tratti della propria famiglia, ci si senta non solo ugualmente soli ma anche sempre attaccati, giudicati e mal sopportati.
LeylaHatzfeld
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categoria : disperazione, bestiario, state of the nation

sabato, 13 ottobre 2007, ore 18:05

Beh..

Io stasera vado a una cena di windsurfer in un circolo canottieri vicino Bergamo.

Ci si vede.
LeylaHatzfeld
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categoria : friends