... rimestando nel torbido (altrui) di tarda notte, vittime consapevoli dell'insonnia estiva, mi rendo improvvisamente conto che nonostante la mia sicumera, nonostante il fatto che io stia indicibilmente meglio rispetto a due anni fa, nonostante io non sia più così incazzata con gli uomini e addirittura arrivi ad apprezzarne alcuni lati positivi ...
... sono ancora ben lontana dal riuscire anche solo a pensare di potermi ancora fidare.
Mi è rimasta addosso la paura e non so se prima o poi mi passerà.
E' come quando si butta il diserbante, la terra resta brulla per un po', poi cominciano a crescerci le erbacce e raramente, quasi mai, ci crescono di nuovo i fiori.
Non c'è granchè da dire in questo periodo.
Tranne il fatto che son stanca (sai che novità).
E anche un malessere diffuso che secondo A., l'amicapsicologa, è imputabiile all'esperienza di settimana scorsa.
Lei dice che io tendo a minimizzare e a sminuire la cosa e che a seguito di quello che è successo e di come mi sono sentita pare io abbia perso i miei "punti di riferimento".
In effetti mi sento un po' come se mi mancasse la terra sotto i piedi e non riesco bene a capire il perchè.
Oltre a tutto questo una situazione abbastanza pesante al lavoro.
Non si sa bene come mai ma, nonostante il mio essere sempre scostante e lo stare sulle mie, ovunque io vada debba sempre trovare il tipico MASCULO che si sente ogni volta in dovere di provarci.
E il provarci non è certo un "provarci " con classe.
Tutt'altro.
Sto pensando di chiedere un trasferimento..
"Solo chi non sa parlare bene, e di conseguenza non sa scrivere bene, non è in grado di dominare la storicità del linguaggio."
Edit:
Urge che io richiami la vostra attenzione su questo