Soddisfazione è portare il Cinas alla serata di pratica filosofica e vederlo entusiasta...
eheheh!!!!
Due ore di permesso buttate nel cesso per andare ad iscrivermi ad un laboratorio.
Praticamente funziona così:
Mentre è possibile iscriversi agli esami via internet, per i laboratori siamo ancora all'età della pietra.
I docenti o gli assistenti appendono nella bacheca o direttamente sulla porta del loro ufficio un foglio (spesso anche scritto a mano) con il titolo del laboratorio. La partecipazione è ristretta ai primi trenta/trentacinque studenti che per primi ci scrivono il loro nome, cognome e numero di matricola.
Praticamente chi prima arriva meglio alloggia.
Siccome, mio malgrado, lavoro, ho cominciato a scrivere all'assistente, titolare del laboratorio che mi interessa, a metà dicembre, specificandogli i miei problemi.
Per farla breve:
Lunedì: l'assistente risponde all'ennesima mail e mi dice che sicuramente esporrà l'avviso il giorno dopo;
Martedì: sia A., l'amicapsicologa che era in UNI, che V., il mio pensionato, vanno a cercare il maledetto foglio e si incontrano/scontrano con l'assistente che assicura loro che l'avviso sarebbe stato esposto il giorno dopo;
Mercoledì (ieri): prendo due ore di permesso, mi fiondo ad ispezionare la porta e non trovo nulla.
Dell'assistente neanche l'ombra.
Così vado a cercare il Prof. T., andiamo insieme in un baretto, dove lui pranza e io prendo un caffè, e ce la raccontiamo.
Dopo esserci salutati mi apposto nuovamente davanti alla porta dell'assistente.
Resto lì con le gambe incrociate sulla sedia e i fogli di medievale sparsi intorno e intanto, tra il via vai, cerco di studiare.
Dopo circa tre ore vedo arrivare tutti i docenti titolari della cattedra a cui appartiene l'assistente che sto cercando.
L'assistente non c'è.
Così chiedo.
"No. Oggi non c'è. Purtroppo del laboratorio in questione non le sappiamo dire niente:"
Con le balle estremamente girate vado a studiare in sottocrociera.
La sottocrociera è affollatissima, la sezione che invece dall'anno scorso hanno riservato ai docenti, è praticamente deserta (i docenti e gli assistenti infatti hanno il loro ufficio e raramente stazionano in biblioteca).
Alle 17,15 in punto ci sbattono fuori e guai ad attardarsi
Penso con nostalgia alla biblioteca di Segrate, dove vado di solito, gli immensi spazi e la possibilità di restare fino alle 19,30 e oltre, perchè non c'è nessuno che ti defenestra con la solerzia di un impiegato statale.
Non dico niente.
Dico solo che si tratterebbe solo di una questione di decenza..
Edit:
Mi chiama V. che è andato apposta in UNI per cercare di iscrivermi a 'sto cazzo di laboratorio.
"Figurati B. per TE questo e altro..."
Mi dice che appostata fuori dall'ufficio incriminato c'è una fila di studenti che stanno aspettando l'assistente dalle 9,30 della mattina.
Hel arriva come una furia
L'espressione sconvolta, le lacrime agli occhi, mi raggiunge e, sotto lo sguardo nippon, mi dice:
Hel: "L.H.!!!..."
L.H.: "..."
Hel: "ELLEACCA!!"
L.H.: "Cosa? Cosa è successo?"
Hel: "La nonna!!!"
L.H.: "La nonna?!?"
Hel singhiozzando: "Sì! In ospedale.."
L.H. (raccattando cappotto, sciarpa e borsa) "In ospedale? Omioddio! Dove dove??"
Hel correva verso l'uscita, i camerieri attoniti con gli occhi sgranati..
L.H.: "Dove? Niguarda??"
Hel.: "No! San Paolo!!!"
Ma intanto eravamo fuori, il Fra in strada con la macchina accesa e la marcia già ingranata, mi butto sul sedile posteriore:
"Ragazzi.. Io non ho più l'età per far 'ste cose..."
Il Fra che al racconto non riusciva a guidare DIRITTO...